Il borgo

Storia e racconto della Tenuta

la nostra terra

La Tenuta Santi Giacomo e Filippo nasce da una profonda volontà di realizzare un attento recupero conservativo, il quale ha riportato a nuova vita un territorio che fu luogo nel XV e XVI secolo di affermazione di una sociatà mezzadrile, eseguito nella convinzione che l'intervento dell'uomo, se guidato dall'amore per la natura, possa migliorare il paesaggio circostante.

  • Il rispetto del territorio è il principio a cui si sono ispirate le opere di bioarchitettura, attraverso l’uso di materiali naturali e l’adozione di sistemi eco-compatibili per la produzione di energia, facendo sì che i vecchi fabbricati e la natura circostante potessero esprimere tutta la forza della storia.

    All’interno della Tenuta si possono ammirare ancora diversi ruderi di case-torri, come i siti di Ca’ Lombaia, Ca’ Lanciamolino o Ca’ Rosello, simbolo del processo di appoderamento delle campagne in epoca medioevale, quando la torre cittadina fu traslata al di fuori delle mura a difesa del lavoro agricolo, testimone silente di un orgoglio contadino a cui si rende omaggio nel logo della Tenuta.
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  • Come dimostrano gli atti dell’Archivio di Stato di Urbino, una parte delle terre della Tenuta apparteneva alla nonna paterna di Raffaello Sanzio, Isabecta De Lominis, madre di Giovanni Santi. Certa è anche la frequentazione di questi luoghi da parte dello stesso Raffaello Sanzio e del Duca di Montefeltro, che qui aveva il suo casino di Caccia.

    In tertia vero parte posuerunt unam petiam terre vineate positam in dicta villa, cum domo / ipsi contigua, mediante via, iuxta res Batiste Lominis a duobus lateribus et viam, cum parte macine ad / guatum; item unam petiam terre canetate positam in dicta villa iuxta viam et res dicti / Batisti; item unam petiam terre silvate positam in dicta villa iuxta res dicti Batisti; / item duas cuplas terre de campo, qui vocatur el campo grande, iuxta stratam rigalem, viam, / res dicti Batisti et res fabrice Episcopatus, et masaritias que sunt in castro Montis Fabrorum, / videlicet unum scrineum et unam cassam; item unam petiam terre fenate positam in dicta villa / iuxta res domini Angeli de Gallis, andamentum et alia latera, et duos ducatos sibi promissos / per dictam Magiam pro ellectione dicte prime partis. Quam tertiam partem dicta Isabecta, cum / consensu et volunctate dictarum aliarum suarum sororum, cum aliis quinqueginta ducatis habitis per eam / de bonis dicte hereditatis in dotem et pro dote hoc modo, videlicet in denariis et pannis triginta ducatos et / unam petiam terre culte positam in curte Colburdoli iuxta andamentum, res ecclesie Sancte / Marie Murciole et res heredum Andree Renti, quam dixit habuisse pro extimatione Xxti ducatorum, ellegit, / asumpsit et acceptavit et de ea se tagictam et contentam vocavit cum consensu et voluntate dicti / sui mariti.” (Estratto Forcuini. Sezione Archivio di Stato di Urbino, Fondo Notarile, not. Vanni Simone di Antonio, vol. 4, c. 153r – 154r, particolare di c. 153v.)

l'esperienza di oltre 3000 viaggiatori

  • magnifica tenuta nella campagna di Urbino
    Giacomo
  • Bellissimo e rilassante
    Francesca B
  • un angolo di paradiso in piena natura nei pressi di Urbino
    Nicoletta
  • Natura & Armonia
    Norma
  • oasi paradisiaca
    Silvia C
  • Un magnifico esempio di restauro conservativo
    Daniele R
  • indimenticabile
    Stefania
  • 9/10
  • 4,5/5
  • 4,6/5
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